Dacia Maraini – “Del tradurre”
Dalla prefazione de “Il compagno segreto” di Joseph Conrad. Brano molto bello.
Ho sempre pensato che tradurre vuol dire mettere il naso nei segreti di cucina di uno scrittore. Niente rimane sconosciuto dell’arte della composizione in quella pratica del tagliare e cucire, dell’aprire e chiudere, del sezionare e del riunire che è la traduzione.
Sono felice di aver tradotto questo bellissimo romanzo breve di Conrad. Ci ho messo parecchi mesi, portandomelo dietro, anche in viaggio. Mi è successo di tradurre in treno, in aereo, in stanze d’albergo, il squadernino blu notte appoggiato sulle ginocchia, il vocabolarietto tascabile da una parte, il testo dall’altra. The secret sharer mi ha tenuto compagnia, mi ha fatto riflettere in solitudine, e ripetutamente, sulle questioni del linguaggio. Ho cercato traducendolo, di inseguire i pensieri serpentini, morbidi e sinuosi della scrittura conradiana. Ho cercato di ricostruire (certamente non riuscendoci che in parte) la cantabilità del suo scrivere. Chiedendomi anche come nasca questa liquidità del testo: solo dal modo, che si ripete pagina dopo pagina, di costruire le frasi, scegliere gli aggettivi, impostare il ritmo della narrazione, o anche dal legame inspiegabile e misterioso che si crea fra l’autore e il lettore? Certamente si tratta di un lavoro molto vicino alla costruzione di una partitura musicale. Ma la musica non si traduce, mentre chi si accinge a trasferire il testo da una lingua all’altra si trova ad affrontare quella difficile divisione tra fonema e semantema che in ogni lingua propone nuovi inganni, nuovi enigmi.»
Spesso si tratta di un’attività frustrante, che richiede spirito di abnegazione, tanta pazienza e uno stato di innamoramento solitario. Escludo che si possa tradurre fuori dall’incantesimo dell’amore. Certo, c’è anche chi lo fa tutti i giorni, meccanicamente, ma l’aridità di una traduzione non amata traspare sempre, per quanto la si camuffi.
Se ho un rimpianto a questo punto della mia vita è di non aver tradotto di più. Si impara tanto nel seguire le tracce, passo passo, di una scrittura diversa dalla propria. Fra l’altro, l’arte del tradurre si confà, per ragioni storiche, alle donne. Non a caso la maggioranza dei traduttori nel mondo sono traduttrici: persone che si prodigano maternamente, per un prezzo sempre troppo basso, a trasferire da una lingua all’altra, da un mondo immaginario all’altro, come da una culla all’altra, la propria creatura, sempre attente che il “bambino” sia ben nutrito, ben lavato e ben coperto. Lo stesso gesto fisico del chinarsi a lungo, con emozione, sulla pagina, non lasciandosi sfuggire neanche un piccolo segreto del testo, sempre pronti a coglierne le necessità più minuziose, non ha caratteristiche prima di tutto materne?(grassetti miei)
Consigli ai laureandi
Avendo studiato Mediazione Linguistica all’Università, ho dovuto scrivere una tesi che trattasse di comunicazione interlinguistica e/o interculturale. Sin dal secondo anno di corso ho pensato a vari argomenti: traduzione assistita da computer (o Computer-Assisted Translation), il lavoro degli interpreti delle istituzioni europee, la preparazione degli interpreti a una conferenza. Arrivata alla sessione estiva del terzo anno, visto che gli argomenti che avevo pensato di trattare erano troppo vasti o generici e non me la sentivo di fare la classica tesi compilativa, ho optato per una tesi di traduzione.
Un consiglio che vorrei dare ai laureandi che magari non hanno idea dell’argomento su cui fare la tesi è questo: prendere spunto dagli argomenti trattati a lezione. Ce n’è stato uno che vi è particolarmente piaciuto? Ne volete approfondire uno e parlarne nella vostra tesi? Tenetelo in considerazione, però dovete rendervi anche conto che deve essere qualcosa che sia alla vostra portata. Ad esempio, non chiedete una tesi di traduzione di alcuni testi sulla fisica nucleare se non siete per niente portati per la fisica, o ad esempio una basata su un testo letterario, quando la vostra passione sono le materie scientifiche e i linguaggi specialistici. Puntate tutto su ciò che sapete fare meglio, tirate fuori il meglio di voi stessi, visto che la Laurea è uno dei momenti più importanti della vita studentesca e dovete dimostrare di aver padroneggiato ciò che avete imparato negli anni di corso. Ad esempio, per la mia tesi ho tradotto due testi dall’inglese (lingua che padroneggio sicuramente meglio rispetto al francese, nel senso che per me inglese è una lingua “attiva”, mentre francese è solo “passiva”) sugli interpreti che lavorano in televisione (mi affascinava l’argomento; veramente prima avevo l’intenzione di diventare interprete, poi ho cambiato idea quando mi sono iscritta alla specialistica). Uno dei due testi l’ho studiato per un corso di Interpretazione Inglese al secondo anno, quindi ho chiesto alla docente di quel corso (che è stata la mia relatrice) se il libro da cui era tratto aveva dei testi simili. Ho verificato se in effetti era così, e da lì ho preso anche il secondo testo. Ah, se volete fare una tesi di traduzione, dovete trovare un testo/libro/ecc… che non sia stato ancora tradotto in italiano.
Ho cominciato a tradurre a luglio dello scorso anno. Sì, la discussione della tesi era ad aprile, ma avevo anche altri tre esami da sostenere, quindi ho sia studiato per gli esami che preparato la tesi (altrimenti, per sostenere l’esame di Laurea a luglio, avrei dovuto pagare le tasse di un intero anno accademico, cosa che volevo assolutamente evitare, dato che era fattibile che mi laureassi nella sessione straordinaria, ad aprile). Oltre alle traduzioni ho scritto un commento in cui c’era l’analisi traduttologica dei due testi. Ho spiegato perché ho usato certi procedimenti traduttivi, qual era la mia strategia traduttiva (procedimento traduttivo e strategia traduttiva sono due cose diverse), qual era la funzione dei testi, i termini tecnici, le espressioni idiomatiche, quali erano gli elementi e i concetti che ho trovato difficili da tradurre e come poi ho risolto il problema…
OK, passiamo ai testi che vi consiglio per affrontare una tesi di traduzione. Ho trovato ottimo il libro di Peter Newmark, “La traduzione: problemi e metodi” (Garzanti, 1988) per quanto riguarda i procedimenti traduttivi e questioni tipografiche, ad esempio in che modo va usato il corsivo. Un’altra guida molto utile è “Terminologia della Traduzione” (Hoepli, 2002), che spiega i vari termini usati in traduttologia ed elenca le traduzioni in quattro lingue (inglese, francese, tedesco e spagnolo) dei singoli termini. Un “classico” sulle tesi di Laurea è “Come scrivere una tesi di Laurea” di Umberto Eco (Bompiani, 2001), ma bisogna tenere presente il fatto che ogni Facoltà ha degli standard redazionali per quanto riguarda le tesi di Laurea che possono variare.
Per ora è tutto. Per consigli, domande, ecc… sono a vostra disposizione!
English-Italian Business Glossary
Last year I made this bilingual (English and Italian) glossary for an English Interpreting exam. It contains marketing, finance, economics and business terms and expressions (one section of the glossary is dedicated to business-related idioms). You can find the references on the last page of the .pdf file I put here (you need Adobe Reader to open it).
You can download it by clicking on the link below:
English-Italian Business Glossary (.pdf, 1.6 MB)
If you speak English as a second language and would like to learn Business English, you can also download a very useful podcast: Business English Pod. There are also grammar and vocabulary videos (for example, those on Web 2.0 – part 1 and 2). Audio and video files can be downloaded for free, but there are other materials available for subscribers/premium members.
Welcome Back, Student Translator Life!
(Warning: long post!)
Let’s go back to September 14. I went to Forlì, 300 miles away from the town where I live, to sit an entrance exam for a Laurea Magistrale course (Master’s Degree equivalent) in Specialised Translation (ITA: Traduzione specializzata). It took me five hours and a half to get there, and it was also raining that day! I visited the city centre, and went shopping (I bought a shirt I wore during the exam). On the following day I sat the entrance exam (it lasted four hours, starting at about 9:45 a.m.) . It was divided into two parts (that lasted two hours each): in the first one you had to translate two texts into Italian, and in the second one you had to translate two texts into the languages you study. In my case, I had to translate from English and French into Italian and viceversa.
On September 29, the results came out, and I got in! What I felt afterwards is something that is difficult to describe. I was very happy, and tears of joy soon covered my face. In four words, a dream come true. I had wanted to study at the Advanced School of Modern Languages for Interpreters and Translators for the last two years, since I was an undergraduate student. As some people already know, I wanted to become an interpreter, but I eventually chose to become a translator because I don’t think that I have the personality of an interpreter, and I also like translating written texts. Interpreters should translate quickly, and I am too much of a perfectionist when it comes to translating most of the times. I have to be sure that the words I’m using are the right ones for conveying the meaning of the source text I’m working on. I also think that learning words on lists in a decontextualised way is not for me (even if you can put examples on a glossary)… I prefer having dictionaries and other resources always at hand. I prefer working on something I can always proofread at a later time (unlike oral translations). I celebrated with a few friends of mine by inviting them at home, and we had piadinas for dinner.
On October 2, I started looking for a place to stay in Forlì. I found it on the 4th, and I moved there on the same day. Classes started on Monday (the first one I went to was an English Language and Linguistics one), which was my birthday. I celebrated by eating a crescione and a slice of Sachertorte for dinner. I started doing my first translations for the course (I’m studying literary, multimedia and technical translation), I met new people and got to know the School (SSLMIT from now on) and the city better.
On October 9, I went to my first translation-related conference (organized by the SSLMIT): “Technologies for Translation”. It was very interesting because I had the opportunity to discover CAT tools (especially TRADOS, since I’m going to learn how to use it during my M.A. course) and their latest versions, but also the latest developments in localization, machine translation and translation memory research. It was an international conference, so there were also presentations that were held in English. Simultaneous interpretation into Italian was available, and I alternated between the original speakers and the interpreters’ translation (by the way, they did a very good job!), otherwise I would have been mentally exhausted at the end of the conference, since I’m not used to listening to another language for a very long time when someone talks using technical terms (and last, but not least, QUICKLY!!).
Okay, I think that’s all for now. As I’m going to be busy with my studies once again, I might update this site less often than usual, but I have to say: welcome back, student translator life!
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