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Oct 9, 2011
Ilaria

Un blog di ricette americane!

L’ho scoperto oggi grazie a una compagna di università che ho su Facebook ( thanks Chiara! :-) )… parlo del blog “Le migliori ricette americane”. Sono una fan della cucina americana, mi piace sempre provare nuovi piatti. Per esempio, qualche tempo fa ho provato le nachos con il formaggio fuso (davvero buone!); poi vado pazza per la salsa barbeque, le patate cotte/fritte con la buccia, bacon and eggs, onion rings, muffin e cheesecake, a parte i classici hamburger e hot dog che vengono subito in mente quando si pensa alla cucina americana. Tra i piatti che mi piacerebbe provare, ci sono il pollo fritto, i pancakes, i mozzarella sticks e le tortillas.

Poi, questa pagina è molto utile quando si leggono o si devono tradurre ricette con misure inglesi.

Sep 30, 2011
Ilaria

My Greeting Card for This Year!

Yes, it’s definitely a tradition of this blog to wish you a very happy International Translation Day with a greeting card!

International Translation Day is celebrated every year on September 30th on the feast of St. Jerome (Patron Saint of translators).

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  Past greeting cards: 20102009.

Apr 28, 2011
Ilaria

Tesi di traduzione: su cosa basare l’analisi traduttologica?

Rieccomi per il secondo post di oggi, stavolta in italiano. Ho deciso di utilizzare di più il mio blog, non solo come raccolta di risorse e post su lingue e traduzione, ma anche un po’ come diario personale (ovviamente non farò come alcuni blogger che parlano pure di quanto spesso vanno al bagno, per fare un esempio di cose che è meglio non scrivere su un blog!! :-D ).

Ispirata da un messaggio di un’amica che mi chiede dei consigli su come impostare il capitolo sull’analisi traduttologica della sua tesi di laurea, ecco alcune indicazioni (ovviamente, è solo un esempio… non credo ci sia un solo modo possibile) su come si potrebbe organizzare un capitolo del genere.

Un libro che mi è stato molto utile per la tesi, ma non solo, è “Terminologia della traduzione” di J. Delisle, H. Lee-Jahnke e M. C. Cornier (a cura di M. Ulrych, trad. di C. Falbo e M. T. Musacchio), edito dalla Hoepli e uscito nel 2002. Lo considero una sorta di bibbia della traduzione, è decisamente un must (have), sia per gli studenti che per i professionisti della traduzione.

1. Tipologia testuale

Introduzione della tipologia testuale del/i testo/i tradotto/i (es. testo giornalistico, testo letterario, atto di convegno, saggio, discorso, ecc…) con una breve descrizione delle sue caratteristiche tipiche:

  • funzione (espressiva, vocativa, informativa),
  • registro (formale, colloquiale, ecc…),
  • linguaggio (specialistico o meno),
  • uso dei sostantivi, dei verbi, ecc…,
  • obiettivo che il testo/i testi si pone/pongono,
  • per quale tipo di pubblico è/sono pensato/i.

2. Strategia traduttiva1

  • descrizione della strategia traduttiva usata (source-oriented o target-oriented, ovvero traduzione orientata al testo di partenza o al testo d’arrivo; traduzione semantica o comunicativa secondo Newmark2, ecc…) e motivazione/i per cui la si è utilizzata.

3. Procedimenti traduttivi3

  • descrizione dei vari procedimenti traduttivi usati4 con qualche esempio.

4. Termini particolarmente difficili da tradurre

  • esempi di termini che, in fase di traduzione, vi hanno dato filo da torcere, magari perché nel testo viene dato loro un significato particolare, o sono termini tecnico-specialistici che non si trovano nei comuni vocabolari.
  • Ovviamente, bisogna anche spiegare questi esempi: ad esempio, scrivere che nel libro X, l’autore Tizio usa quel termine per indicare una certa cosa e che si è scelto di tradurlo così perché il contesto lo richiedeva, o perché Caio e Sempronio hanno proposto quella traduzione5

5. Altri problemi legati alla traduzione

  • problemi non legati nello specifico ai procedimenti traduttivi e che non rientrano nel paragrafo dei termini particolarmente difficili da tradurre. Per fare un esempio: uno dei testi che ho tradotto, che ha come target reader studiosi, professionisti ed esperti d’interpretazione, traduzione o linguistica che non sono italiani, spiega in una nota cos’è la RAI. Ho dato per scontato che i corrispettivi italiani delle suddette categorie di persone sappiano benissimo cos’è e ho ritenuto opportuno, per conservare l’ordine delle note nel testo tradotto, inserire una Nota del Traduttore che rimanda al capitolo sul commento e l’analisi traduttologica in cui ho parlato anche di questo. 

6. Rimandi intertestuali nel/i testo/i di partenza

7. Termini tecnico-specialistici (ovviamente, se il testo ne contiene)

8. Espressioni idiomatiche (con esempi)

Note:

  1. “Strategia che il traduttore applica in modo coerente in funzione dell’intenzione adottata nella traduzione di un dato testo” (Delisle et al. 2002).
  2. P. NEWMARK, La traduzione: problemi e metodi, trad. di F. Frangini, Milano, Garzanti, 1988.
  3. Un procedimento traduttivo è un “procedimento di trasferimento linguistico degli elementi portatori di senso del testo di partenza applicato dal traduttore nel momento in cui formula un’equivalenza” (Delisle et al. 2002). Si differenziano dalla strategia traduttiva perché quest’ultima riguarda un approccio che riguarda il testo nella sua interezza.
  4. Esempi di procedimenti traduttivi sono: calco, traduzione letterale (può anche essere una strategia traduttiva), economia, amplificazione, modulazione.
  5. Mi è servito davvero tanto, in fase di traduzione, ma anche di revisione, annotare tutto ciò che ricercavo sui libri e in Rete su un blocco note. Quando poi ho scritto questa parte del capitolo sull’analisi traduttologica, quasi tutto il materiale che avevo usato per scriverlo era lì.
Jan 15, 2011
Ilaria

Trenta dì conta Settembre…

Leggendo il titolo del post, sicuramente avrete pensato “Ma non era Novembre?”. Beh, sì… però ieri, grazie alla figlia di una mia amica, che fa la quarta elementare, ho scoperto che questa filastrocca esiste anche in inglese:

Thirty days hath September,
April, June, and November;
All the rest have thirty-one,
Save February, with twenty-eight days clear,
And twenty-nine each leap year.

Ed ecco la versione italiana, che conosco da quando ero bambina (solo che ero solita dire “Trenta giorni ha Novembre, ecc…”):
**************
Trenta dì conta novembre
con april, giugno e settembre.
Di ventotto ce n’è uno,
tutti gli altri ne han trentuno.
Jan 7, 2011
Ilaria

“Il traduttore è lo psicanalista dell’autore”, un discorso di Daniel Pennac

Questo è il discorso tenuto da Daniel Pennac in occasione del premio che gli è stato consegnato in occasione delle Giornate della Traduzione di Urbino.
La traduzione dell’intervento è di Yasmina Melaouah, traduttrice ufficiale dell’amatissimo scrittore francese.
Le sue parole rendono ben evidente perché la giuria abbia deciso di premiare Daniel Pennac, ma le motivazioni “ufficiali” sono state così indicate dalla commissione: per l’inesausta disponibilità con cui affianca i suoi traduttori nelle varie fasi dell’interpretazione e della resa linguistica; per la generosa attenzione mostrata nei confronti delle loro condizioni di lavoro; per l’ideale testimonianza sul valore della traduzione di cui è portatore nel mondo della cultura.

Cari amici traduttori, luci della mia Pentecoste laica, lasciate che vi ringrazi e vi dica il mio stupore, che vi ringrazi per l’onore che mi fate assegnandomi questo premio e vi dica il mio stupore per aver scelto proprio me per questo onore.
Voi dite di essermi grati per il mio atteggiamento generale nei confronti dei traduttori. Quale gratitudine? Cosa sarebbe l’uomo che sono senza voi traduttori? Un uomo che non parla né legge alcuna lingua all’infuori della propria, nemmeno l’inglese; credo peraltro di essere l’ultimo europeo in questa triste condizione. Nemmeno l’italiano, nonostante i trent’anni di amicizia che ci legano. Quest’uomo ha un bisogno vitale dei traduttori, voi siete la mia vita, le mie vite, grazie a voi i miei libri rinascono e attraversano le frontiere. Dico rinascono poiché la traduzione di un testo letterario equivale a una nuova nascita e il ruolo che svolgono i traduttori in questa nascita viene considerato alla stregua di una creazione. La nozione di traduzione è inseparabile da quella di creazione; la pura e semplice trasposizione linguistica non è un atto di traduzione, bensì un atto di duplicazione che produce un ostrogoto incomprensibile. È sufficiente leggere le istruzioni per l’uso della mia lavatrice di origine tedesca, dal design italiano, con l’elettronica giapponese, fabbricata in Corea per essere indotti linguisticamente al suicidio.

Affinché un romanzo viva in un’altra lingua è necessario che qualcuno gli dia nuovamente vita in questa nuova lingua e questo qualcuno siete voi. In cosa consiste la nuova vita di un romanzo ben tradotto? In un testo che si incarna in una lingua che non è la sua lingua originale, nel vostro caso l’italiano, tanto da far esclamare al lettore “sembra scritto in italiano”, cosa che non si può dire delle istruzioni della vostra lavatrice. Ma che cosa ha provato l’illusione del lettore? La misteriosa forma dell’ottima traduzione, nella fattispecie la capacità di trasporre in un’altra lingua il lessico classico, popolare dell’autore straniero, il ritmo della sua scrittura, la sua musicalità, i suoi sottintesi, le sue allusioni, le svariate intenzioni dell’autore; in sostanza ciò che non è scritto e che potremmo chiamare lo spirito del testo. Capacità che fa del traduttore una sorta di psicanalista dell’autore. Ma chi dice spirito del testo dice anche spirito della lingua nella quale il testo è scritto, il che fa di voi anche etnologi attenti e linguisti puntigliosi; questa capacità di restituire lo spirito di una lingua straniera nella vostra lingua può nascere solo da una fusione con il testo e con la lingua di partenza, unita a una perfetta padronanza della lingua di arrivo, la vostra. Tale duplice competenza presuppone un’ubiquità linguistica e letteraria o, per essere più precisi, un intuito analogico; questo intuito analogico impone al traduttore di calarsi in una dimensione di ossessività, la quale, fra parentesi, è la stessa del romanziere al lavoro. Nell’esercizio di questa ossessione, Yasmina Melaouah, la mia traduttrice italiana, Eveline Passet, la mia traduttrice tedesca, Vlatka Valentic, la mia traduttrice croata, Akira Mitsubayashi, il mio traduttore giapponese, Sarah Adams, la mia traduttrice inglese, o Manuel Serrat Crespo, il mio traduttore spagnolo – per citarne solo alcuni – mi raggiungono spesso fin nel cuore dei miei testi. Ma l’ossessione, cari amici, lo sapete quanto me, richiede tempo. Richiede durata. E questo tempo, occorre remunerarlo.

Alcuni anni fa, a un convegno in cui mi è stato chiesto cosa pensassi del fatto che il traduttore è lo psicanalista dell’autore (poiché questa idea non è mia, e a quel convegno su di essa erano tutti unanimemente d’accordo), ho detto “sì, sì”, ho applaudito e ho suggerito quindi di allineare la retribuzione dei traduttori a quella degli psicanalisti. Ahimè, fine dell’unanimità. Nessuno era d’accordo con me, salvo i traduttori presenti, molto divertiti dall’idea. Giacché, professionalmente, voi siete schiavi dell’ossessione senza la remunerazione che la sua durata esige. E tuttavia traducete. Molto bene, nel caso di parecchi di voi.
Quando mi capita di leggere un romanzo straniero mal tradotto, prima di incolpare il traduttore mi chiedo sempre quanto tempo gli è stato concesso per entrare in intimità con il testo e nella profondità delle due lingue in gioco. E quando mi capita di leggere un’ottima traduzione la mia prima reazione è la gratitudine assoluta per il traduttore che ha trovato il tempo per la propria ossessione, che si è consacrato all’utopia letteraria, nonostante una logica di mercato che si interessa alle lettere solo quando diventano cifre, grosse cifre, e che non distingue tra la letteratura e le istruzioni per l’uso delle nostre lavatrici.

Di tutto questo, dunque, della vostra ubiquità, della vostra ossessività, del vostro impegno a far sì che ogni singolo romanzo si inscriva nella letteratura universale, vi ringrazio.

Fonte: Wuz.it

Sep 30, 2010
Ilaria

Happy International Translation Day!

First of all, I’m wishing all translators, interpreters and students specializing in Translation and/or Interpreting a happy International Translation Day, which is celebrated every year on September 30th on the feast of St. Jerome, the Patron Saint of Translators.

According to Wikipedia,

The celebrations have been promoted by FIT (the International Federation of Translators) ever since it was set up in 1953. In 1991 FIT launched the idea of an officially recognised International Translation Day to show solidarity of the worldwide translation community in an effort to promote the translation profession in different countries (not necessarily only in Christian ones). This is an opportunity to display pride in a profession that is becoming increasingly essential in the era of progressing globalisation.

According to the International Translators Association,

[...] the challenge of International Translation Day remains the same: to raise awareness of the translation profession.

For those who didn’t know, St. Jerome is the Patron Saint of archeologists, archivists, Bible scholars, librarians, libraries, schoolchildren, students and translators. You can read about his life and works on this Wikipedia article. Two years ago, Jill Sommers posted a very detailed post about him, which was also about the way he worked as a translator (he revised and translated parts of the Bible into Latin, and awarded sainthood thanks to the services he rendered to the Church). Quoting  the article posted on the TIHOF’s website:

Jerome’s humility regarding his own work set a good example for translators who followed him. He freely admitted ignorance, even embarrassment, when warranted, and revisited some of his translations, making corrections and additions. On the other hand, he also pointed out that a translation’s accuracy depended greatly on the reliability of the source text: copyists often inadvertently introduced errors, which would be compounded and passed down through the centuries.

The International Translation Day has a different theme every year. This year’s theme is Translation Quality for a Variety of Voices.

Many translation-related events are organized on this day. For example, ProZ.com’s Translation3 virtual conference, starting at 10 am GMT, which runs for 12 hours and you can attend for free. Always speaking of ProZ.com, some members even organize pow-wows.

Aug 8, 2010
Ilaria

SSLMIT Forlì – My experience and some notes (part II)

(post solo in italiano stavolta)

Nel post del 14 luglio ho parlato della mia esperienza alla Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (SSLMIT) dell’Università degli Studi di Bologna, con sede a Forlì. Il post di oggi, invece, è dedicato ad alcuni appunti che ho preso durante la presentazione del corso di Laurea Magistrale in Traduzione Specializzata lo scorso 5 ottobre, arricchiti dalla mia esperienza personale.

N.B.: alcune cose potrebbero cambiare, quindi vi consiglio di prendere i miei appunti con le pinze.

Il corso di Laurea Magistrale in Traduzione Specializzata (qui trovate il piano di studi) è stato inserito nella rete degli European Master’s In Translation (EMT), che comprende dei corsi di formazione ad alto livello per futuri traduttori riconosciuti dall’Unione Europea.

La frequenza è obbligatoria al 70%, tranne che per le materie opzionali. Queste ultime possono essere scelte tra le materie insegnate in Facoltà. Si può scegliere, volendo, una terza (o anche quarta) lingua… l’importante è che si raggiungano 12 CFU durante i due anni di corso. Comunque, si compila un piano di studi online entro fine dicembre, ed è consigliato rivolgersi al docente dell’insegnamento/degli insegnamenti a scelta prima di inserirlo/i nel piano di studi.

Le lingue che si studiano a curriculum completo (lingua, traduzione e cultura e letteratura) sono due, a scelta tra: inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo. Queste due lingue sono quelle in cui si fa il test d’ammissione, o meglio, prova di verifica dell’adeguatezza della preparazione personale. Quest’ultima consiste in quattro traduzioni, due passive (dalla lingua straniera all’italiano) nella prima parte e due attive (dall’italiano verso la lingua straniera) nella seconda parte. Il tempo a disposizione è di due ore per ciascuna parte, quindi due ore per la parte passiva e due per quella attiva. Si possono usare al massimo cinque dizionari, a scelta tra mono e bilingue. Il livello di conoscenza richiesto di ciascuna lingua è equivalente al livello C1 del quadro di riferimento europeo.

Gli esami di Traduzione sono suddivisi in tre moduli: editoriale, tecnico-scientifico e multimediale. Il singolo esame viene superato e verbalizzato se si superano tutti e tre i moduli. Al secondo anno la traduzione tecnico-scientifica è sia attiva che passiva (i moduli sono chiamati rispettivamente Trad. Tecnico-Scientifica A e B). Invece, per quanto riguarda la Traduzione Multimediale, è perlopiù attiva; mentre la Traduzione Editoriale è passiva. I contenuti trattati al primo anno di Traduzione Multimediale sono:

  • sottotitolaggio
  • doppiaggio
  • fumetti
  • localizzazione di siti Web
  • linguaggio del Web
  • videogiochi

Tranne che per la lingua inglese, le lezioni di Lingua e Linguistica sono in comune con gli studenti di Interpretazione.

Per quanto riguarda il corso di Tecnologie per la Traduzione, che si tiene al Laboratorio di Terminologia e Traduzione Assistita (nei pressi della Biblioteca Ruffilli, in via Giacomo della Torre, dietro la Facoltà di Economia), tra i contenuti trattati ci sono:

  • terminologia e database terminologici
  • risorse online per traduttori
  • traduzione automatica
  • traduzione assistita (Trados)
  • uso di software per ottimizzare il lavoro del traduttore e dell’esperto di terminologia (MultiTerm, Translator’s Workbench, ecc…)

Se siete interessati al test d’ammissione (che sarà il 9 settembre), cliccate qui per il bando di quest’anno. Il termine ultimo per iscriversi al test è il 26 agosto.

Vi consiglio di prepararvi con le prove di ammissione degli anni scorsi disponibili sul sito della Facoltà, nonché traducendo brani tratti da quotidiani e riviste sia in italiano che  in lingua straniera, come Time, il Guardian, Le Monde e L’Express (ne ho citati alcuni in inglese e francese, che sono le mie lingue di studio e lavoro).

Jul 25, 2010
Ilaria

La traduzione è una cosa seria

Se s’intende raggiungere un vasto pubblico, un testo di qualsiasi tipo (es. letterario, tecnico-scientifico, ipertesto, ecc…) deve essere tradotto nel modo più accurato possibile, in modo da conservare lo scopo che intendeva raggiungere nella versione in lingua originale. Il traduttore deve anche conoscere molto bene la lingua d’arrivo e saper renderne i registri, le parole e le espressioni legate alla cultura della LA e le frasi idiomatiche, ecco perché è necessario contattare un traduttore madrelingua o con un’ottima conoscenza e padronanza della lingua d’arrivo. Un altro elemento fondamentale da tener presente è il contesto in cui il testo si pone, e i traduttori automatici come Babelfish e Google Translator non lo deducono, traducendo in modo letterale (per non parlare dei termini tecnici, che potrebbero non conoscere): perciò, è meglio lasciar perdere il “fai da te” e contattare un traduttore professionista. Non lasciatevi illudere dalle pubblicità che decantano le potenzialità di certi programmi di traduzione automatica; anche se rispetto al passato ci sono stati miglioramenti, il risultato non sarà mai una traduzione degna di quel nome, nessun traduttore automatico potrà sostituirsi ai traduttori umani.

Un testo mal tradotto (specialmente da traduttori automatici) può portare a conseguenze spiacevoli. Il male minore è l’ilarità che può suscitare nei parlanti madrelingua; inoltre, una traduzione inesatta o troppo letterale può essere un sinonimo di poca serietà, e una parola o un concetto mal tradotti possono causare persino un incidente diplomatico.

Ultimamente si sta parlando molto del sito che dovrebbe (sì, uso il condizionale) rappresentare l’Italia nel mondo e promuoverne il turismo, Italia.it. Tempo fa, un annuncio su uno dei principali siti di offerte di lavoro per traduttori, aveva causato l’indignazione di questi ultimi perché proponeva una tariffa inadeguata, poco professionale. Quest’annuncio riguardava proprio Italia.it. Alcuni traduttori hanno firmato una petizione, da cui è scaturita una lettera aperta al Ministro del Turismo Brambilla. Ora mi sorge un dubbio: vista la traduzione penosa del sito in diverse lingue, avranno trovato gente che avrà accettato la tariffa in questione, o si saranno affidati a un traduttore automatico per risparmiare? Ecco alcuni blog che parlano di come sono state rese alcune pagine:

Un’altra domanda che mi sorge spontanea è questa: quando arriverà il tempo in cui i traduttori professionisti smetteranno di essere sottovalutati? Se si fossero affidati a traduttori esperti, queste cose non sarebbero successe. Se dall’alto di un Ministero si considerano la traduzione e i traduttori in un certo modo, figuriamoci come vengono considerati da altri “non addetti ai lavori” posti a livelli più bassi della scala sociale! Cosa aspettano a regolamentare le professioni di traduttore e interprete come hanno fatto in alcuni Paesi? Perché non istituire un albo o una certificazione come per altre categorie di lavoratori? Persino i buttafuori hanno un albo professionale…

Personalmente, sarei d’accordo per quanto riguarda l’istituzione di un albo o di una certificazione, perché entrambi garantirebbero la qualità dei servizi offerti da traduttori, interpreti e mediatori linguistici.

Jul 14, 2010
Ilaria

SSLMIT Forlì – My experience and some notes (part I)

(originally posted in Italian on May 16, 2010 and translated into English on July 11)

As you might already know, after passing an entrance test, last year I started my MA in Specialised Translation at the Advanced School of Modern Languages for Interpreters and Translators (here’s the website) of the University of Bologna (but the Faculty is actually in Forlì). I attended it for a semester, then I left it.

Here’s a “review” of the course, in which I list positive and negative facts and compare it with the undergraduate course in Translation and Liaison Interpreting (Language Mediation and Intercultural Communication) I attended at the University of Chieti-Pescara.

  • Distance from home. It took me 5 hours to get to Forlì by car, so such a journey was very stressful for me every time. When I was an undergraduate student in Pescara, I could return home almost every weekend, while when I was in Forlì I came back home once a month.
  • The places. Forlì is a small town, where there are few people around at 8 pm, shops close at 7 pm (some at 7:30) and few places for young people are available. Pescara is a small town on the sea that is more appealing to young people, in my opinion. It was almost always cold, humid and foggy in Forlì. If you’re in Pescara, you can go to the beach and even study there for the Summer exam session; while if you’re in Forlì and want to go to the seaside, the beach is at least 20-30 km away.
  • The universities. The Advanced School of Modern Languages for Interpreters and Translators costs around 3000 € per year (add rent and other expenses if you don’t come from Forlì), unless you get a bursary or meet some economic criteria (in this case, you pay less). In Pescara taxes are less expensive than Forlì, but you have to buy textbooks. Yes, textbooks. I noticed that in Forlì most study materials are available online on virtual classes (we use those in Pescara as well), but you have to buy fewer textbooks (maybe even because Specialised Translation is a more practical course). The Ruffilli Library is very rich in resources (foreign magazines and newspapers are also available). In the Faculty there’s a computer lab with printers (which can be used for free) and a terminology lab in which you can learn how to use CAT (Computer-Assisted Translation) tools and other resources for translators. Unfortunately, there isn’t a canteen/cafeteria, and the cost of living is higher than in Pescara.
  • The Forlì course. I highly recommend the Advanced School of Modern Languages for Interpreters and Translators to aspiring translators, because its MA course in Specialised Translation is focused mostly on translation practice, tools and techniques. There are few theoretical exams. In case you decide to attend the School, get ready for stressing days with classes from 9 am to 7 pm (plus assignments for the following day) and to kiss most of your free time good-bye.

(to be continued…)

(clicca su “Continue reading” per la versione italiana)

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Ilaria. 20-something. Italian. College student (MA in Foreign Languages for Business) and translator (ENG + FRA > ITA).

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